giovedì 14 dicembre 2017

Giovedì, 14 dicembre 2017 - Lu ciufelarelle

Calendario dell'Avvento d'Abruzzo

Giovedì, 14 dicembre 2017 - Lu ciufelarelle


Eccoci giunti al nostro appuntamento quotidinano con il Calendario dell'Avvento d'Abruzzo.
Per caso oggi mi è arrivato sotto mano un fischietto. Ho pensato di riproporre il termine dialettale che designa questo piccolo oggetto di richiamo o di gioco: lu ciufelarelle.




La parola pare evocare tutto il suono del termine zufolo (zufolare = ciufelare) italiano ma la sfumatura del diminutivo (-elle) attribuisce all'oggetto un carattere infantile e tenero.
Quasi tutte le parole che terminano in -elle sortiscono questo effetto: la cuncarelle (piccola conca), la panelle (piccola pagnotta), la fundanella (piccola fontana) etcetera.

Apriamo dunque la casella relativa al 14 dicembre.

A domani,

C. D'Orazio




mercoledì 13 dicembre 2017

Mercoledì, 13 dicembre 2017 - Lu 'mbrillócche




Calendario dell'Avvento d'Abruzzo

Mercoledì,  13 dicembre 2017 - Lu 'mbrillócche



Regali di Natale?
Avrei un'idea, suggerirei nu 'mbrillócche!


Il termine, che in origine si riferiva all'anello di fidanzamento, è poi passato ad indicare qualsiasi tipo di gioiello. 
Spesso, con la parola 'mbrillócche si vuole quasi sottolineare il senso appariscente e di cattivo gusto di un monile di bigiotteria troppo vistoso.


Con questa parola, apriamo la casellina relativa al 13 dicembre.

A domani,

C. D'Orazio




Martedì, 12 dicembre 2017 - La mantière


Calendario dell'Avvento d'Abruzzo

Martedì,  12 dicembre 2017 - La mantière


Mi accingo a scoprire la casellina del Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, relativa al 12 dicembre, con un giorno di ritardo. Ieri ero raffreddata e non mi sentivo bene.

La parola che avrei voluto proporvi e che presento oggi è la mantière, vale a dire il grembiule usato in cucina.



Un tempo si dava molta importanza alle mantière che venivano inserite nella lista della biancheria da portare in dote (la dodde), che veniva redatta da una signora esperta che apprezzave la dodde. Anche mia nonna era un'apprezzatrice.

Ancora oggi, in casa, fra la biancheria abbiamo mantière di vario colore e svariata foggia: ricamate, con il pizzo, all'uncinetto.

C. D'Orazio




lunedì 11 dicembre 2017

Lunedì, 11 dicembre 2017 - Le péttelarije

Calendario dell'Avvento d'Abruzzo

Lunedì, 11 dicembre 2017 - Le péttelarie


Eccoci giunti, anche questa sera, a scoprire un'altra casella del nostro insolito Calendario dell'Avvento.
Stasera vi proporrò un termine al plurale: le péttelarie, vale a dire i pettegolezzi.



Abbiamo bisogno del plurale: i pettegolezzi vanno sempre a braccetto, ma anche a tre a tre, a quattro a quattro. Insomma, lo sapete come funzionano, vero? Da una semplice notizia viene fuori un quarantotto!


L'origine del vocabolo è alquanto incerta. Se consideriamo che, in dialetto abruzzese, le pettele erano le sfoglie che si tiravano per fare la pasta fresca all'uovo, possiamo pensare a pettelaria come ad una voce che si allunga e si espande. 

Ipotizzo questa teoria ma non ne assicuro la veridicità.

L'appuntamento, come al solito, è per domani, con una nuova parola.

C.D'Orazio





domenica 10 dicembre 2017

Domenica, 10 dicembre 2017 - Lu cumblemènde

Calendario dell'Avvento d'Abruzzo

Domenica, 10 dicembre 2017 - Lu cumblimende


Cari amici, ieri abbiamo menzionato la spasétte, cioè il vassoio che si utilizzava per servire cibo o bevande agli ospiti. Ciò che veniva posto nella spasetta o nella guantiera, era chiamato lu cumblemènde.
Difficile tradurre questo termine, ho cercato di renderlo con l'italiano offerta ma la parola cumblemende racchiude un significato completo e complicato da rendere in italiano.



Quando si porge all'ospite il vassoio con dolci o caffè o bevande, si sta offrendo un cumblemènde.
Allo stesso modo, quando si va a far visita a qualcuno e si porta in dono un cibo o una bevanda, quali dolci o liquori, si recapita nu cumblemènde.



Un tempo, tutte le visite a parenti o amici erano accompagnate da questo tipo di offerta.

Senza cumpliemient, vale a dire senza imbarazzo, era l'espressione con cui si invitava l'ospite a prendere l'offerta che gli veniva fatta dai padroni di casa.



A domani.

C. D'Orazio







sabato 9 dicembre 2017

Sabato, 9 dicembre 2017 - La spasétte

Calendario dell'Avvento d'Abruzzo

Sabato, 9 dicembre 2017 - La spasétte





In ritardo arrivo ad aggiornare il Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, ricordando un termine dialettale che designa un oggetto con un fascino particolare. 

La spasétte, il vassoio che utilizziamo tante volte, nell'arco della giornata, per offrire dolci, caffè, bevande ai familiari oppure agli amici che vengono a farci visita.
Nella nostra terra, i doveri di ospitalità sono sempre tenuti in gran conto. Porgere un assaggio, preparare una tazza di caffè oppure presentare una bevanda: azioni sincere e spontanee per mettere a proprio agio l'ospite.

Il cibo o le bevande vengono presentate su di un vassoio, la spasétte appunto, sia pure conosciuta come uantiére.



Un tempo la spasétte veniva scelta con molta cura e conservata a vista sui ripiano dei mobili delle sale: il vassoio, infatti, doveva essere sempre a portata di mano. 
I vassoi belli e pregiati venivano utilizzati per le occasioni più importanti.




Della spasette avevo già scritto in questo articolo.
Vi saluto e vi ricordo l'appuntamento di domani con una nuova parola.

C. D'Orazio




venerdì 8 dicembre 2017

Venerdì, 8 dicembre 2017 - Lu cuppìne

Calendario dell'Avvento d'Abruzzo

Venerdì, 8 dicembre 2017 - Lu cuppìne



Cari amici, siamo giunti a venerdì 8 dicembre, giornata dedicata all'Immacolata Concezione.
Prosegue il nostro Calendario dell'Avvento d'Abruzzo
La parola che propongo oggi è lu cuppìne, vale a dire il mestolo


Sentite come nel termine cuppìne ci sia un diretto rimando ad una condizione di pienezza, di abbondanza. Di prosperità insomma. 
Il mestolo infatti dona, regala, dispensa. Il mestolo concede in maniera poco limitata, di certo è più copioso del cucchiaio.
Lu cùppinelle è il suo diminutivo.

Il vocabolo, tuttavia, non si presta solo a indicare l'attrezzo per la cucina. Nella parola cuppìne, infatti, si nasconde anche un significato poco simpatico, per così dire.

Con l'espressione dare nu cuppìne a qualcuno si vuole intendere la volontà di tirare uno schiaffo assestato. La frase viene spesso accompagnata da una mimica esplicita: colui che la proferisce atteggia la mano semi chiusa, a mo' di mestolo, appunto.

Per fortuna l'espressione è quasi sempre utilizzata in modo ironico e scherzoso!


A domani, con una nuova parola.

C. D'Orazio



giovedì 7 dicembre 2017

Giovedì, 7 dicembre 2017 - Lu lappz


Calendario dell'Avvento d'Abruzzo

Giovedì, 7 dicembre 2017 - Lu lappz


Come potevamo accontentarci di un segno che tracciavamo su di un foglio? Di lettere che buttavamo giù per davvero, senza digitare? Di numeri che dovevano essere segnati realmente con l'inchiostro, affinché potessimo utilizzarli per qualche conto?




Come potevamo evitare di cancellare, tornando indietro con la freccetta? In che modo riuscivamo a muoverci senza cliccare in avanti, indietro, fare lo zoom?  
Riuscivamo davvero a sopravvivere senza consultare la cronologia della giornata precedente?

Non avremmo mai immaginato di dover dipendere da una tastiera, noi che con una matita in mano conquistavamo il mondo!
Ah la matita! Ogni tanto mi ricordo di afferrarla e mi viene quasi la paura di aver dimenticato la maniera di utilizzarla.


Ecco, stasera, nel pensare al vocabolo con cui salutare la vigilia dell'Immacolata Concezione, ho visto passare davanti a me l'immagine della matita, custode di tutti i segni colorati.
In dialetto la matita è lu lappz, che diviene laps o lapps nell'area del teramano.

Questa è la sera dei fuochi, i fuochi della Vigilia della Concezione.

A domani, con un'altra parola in abruzzese.

C. D'Orazio







mercoledì 6 dicembre 2017

Mercoledì, 6 dicembre 2017 - Lu caçe

Calendario dell'Avvento d'Abruzzo

Mercoledì, 6 dicembre 2017 - Lu caçe


Questa è una di quelle sere in cui la stanchezza vince su tutte le buone intenzioni, anche su quella di dedicarsi al rito quotidiano della preparazione della cena.
Ogni mamma, in fondo, trova sempre il modo per risolvere questo tipo di imprevisti. 

Qual è il miglior cibo per far fronte alle emergenze di questo tipo?
Il formaggio. Eh, sì, in ogni dispensa di casa abruzzese, un pezzo di formaggio non manca mai.


In Abruzzo, si trovano tutti i tipi di formaggio ma il più noto è il pecorino, che spesso viene ancora realizzato in casa, potendo disporre del latte buono.

Proseguendo nel nostro esperimento del Calendario dell'Avvento d'Abruzzo, la parola dialettale corrispondente a formaggio è caçe.

Scrivo il termine in questo modo, lu caçe, utilizzando la cediglia sotto alla lettera c, per indicare il suono sce, cioè quella sorta di scivolamento della lettera c appunto, che contraddistingue la parlata tipica in gran parte della regione.

La parola è di chiara derivazione dal caseus, casei latino.




Per questa sera, vi saluta la mia stanchezza. 
A domani, con una nuova parola.

C. D'Orazio






martedì 5 dicembre 2017

Martedì, 5 dicembre 2017 - La freccìne

Calendario dell'Avvento d'Abruzzo


                            Martedì, 5 dicembre 2017 - La freccìne


Il Natale è anche della tavola, non c'è che dire. E, parlando di tavola, il pensiero non va soltanto al cibo.
Questo è il periodo per eccellenza in cui, oltre alla preparazione di ricette tipiche, ci si dedica pure all'aspetto scenografico della presentazione dei vari piatti.

Si scelgono con cura la biancheria per la tavola, i servizi di piatti e bicchieri e le posate.
A proposito di posate. Stasera voglio menzionarne una, naturalmente utilizzando il dialetto: la freccìne, la forchetta.


Nelle varie zone abruzzesi, il vocabolo che designa questa posata non è sempre lo stesso: si va dalla furchàttefurchéttefreccìne. Esiste anche il termine fercìne, con un chiaro cambio di posto delle lettere del gruppo r-e-c.




Come per la forchetta in italiano, in dialetto, il riferimento è alla furcilla, furcillae in latino.

La furcilla, una piccola forca (furca, furcae), utilizzata per infilzare il cibo. Da questa parola derivano probabilmente i termini dialettali indicanti la forchetta in cui, la consonante f è seguita dalla vocale u: furchétte, furchàtte.
Inutile puntualizzare che la presenza dell'una o dell'altra vocale è anche da attribuirsi alla cadenza particolare dell'area regionale di riferimento.

Nel termine freccìne, usato in particolare nella zona del frentano, probabilmente l'originaria radice, che faceva capo alla furcilla, ha perso la vocale u ed ha preso la e indistinta (atona), classica della parlata abruzzese.

Apriamo anche oggi la finestrella del nostro Calendario dell'Avvento Abruzzese.
A domani, con una nuova parola.

C.D'Orazio




Potrete trovare #gratis la mia raccolta Riprendiamoci il Natale nei giorni dal 3 al 5 dicembre.



lunedì 4 dicembre 2017

Lunedì, 4 dicembre 2017 - La cògnele

Calendario dell'Avvento d'Abruzzo


                            Lunedì, 4 dicembre 2017 - La cògnele




Ho pensato e ripensato a quale termine fare riferimento oggi, nella casellina del 4 dicembre del nostro Calendario dell'Avvento d'Abruzzo 2017. China sul lavandino, alle prese con alcune uova, riflettevo sul fatto che il guscio dell'uovo è senz'altro uno degli elementi che passano quasi quotidianamente tra le nostre mani, in cucina. 

In Abruzzo, come d'altronde in tutta Italia, le uova sono tenute in gran considerazione e molto utilizzate, non solo per la preparazione dei dolci, tra cui le famosissime pizzelle, ma anche per la produzione di pasta fatta in casa.

In dialetto, il guscio è detto cògnele, che diventa cògnelette cugnelette nella forma del diminutivo.


In talune aree abruzzesi, la cògnele perde la parte finale e resta cògn



Difficile risalire all'origine del termine. 

Il guscio delle uova, in latino, era il tĕgumen, teguminis; la parola cògn/cògnele mi riporta alla mente il verbo cōgo, cōgis, cōgĕre. 
Il significato di questo verbo è quello di raccogliere, contenere, comprimere. 

La cògn/ele raccoglie e riunisce l'albume e il tuorlo? Perdonatemi se ho azzardato troppo!

A domani, con un'altra parola.
C. D'Orazio








Potrete trovare #gratis la mia raccolta Riprendiamoci il Natale nei giorni dal 3 al 5 dicembre.




domenica 3 dicembre 2017

Domenica, 3 dicembre 2017 - Lu mandile

Calendario dell'Avvento d'Abruzzo


                            Domenica, 3 dicembre 2017 - Lu mandile







Le giornate sono corte, specialmente quando le nubi sembrano sbeffeggiare ogni nostro desiderio di affacciare la testa fuori dalla porta, in questa domenica di tempo di Avvento. 
Abbiamo appena finito di togliere piatti, bicchieri e posate dalla tavola domenicale e ci accingiamo a far cadere le briciole dalla tovaglia, scuotendola con veemenza sonnacchiosa, dopo un pranzo abbondante.

Bisogna sparecchiare e noi lo facciamo con la stessa cura con cui di solito ci accingiamo a fare l'azione opposta, vale a dire quella di preparare il desco.
Un'attenzione particolare, sulle tavole abruzzesi, viene riservata alla scelta della tovaglia. 

Dai miei ricordi riesco a recuperare immagini di stoffe delicate ma preziose, spesso adorne di merletti e ricami, che svolazzano e si allungano sulle tavolate natalizie.



Lu mandile: questo termine è uno di quelli più utilizzati in Abruzzo per indicare la tovaglia che adopriamo per apparecchiare la tavola destinata alla consumazione del cibo.


L'ètimo latino è mantēlĕ, mantelis: la salvietta, l'asciugamano. In Marziale (Epigrammi)mantele è la tovaglia.

Mantele 
Nobilius villosa tegant tibi lintea citrum: 
Orbibus in nostris circulus esse potest. 


Prosegue il nostro calendario dell'Avvento d'Abruzzo. 
A domani con una nuova parola dialettale.

C. D'Orazio





Ho scritto sul Natale d'Abruzzo